{"id":64,"date":"2016-05-03T00:45:21","date_gmt":"2016-05-02T22:45:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/?p=64"},"modified":"2016-05-03T00:45:21","modified_gmt":"2016-05-02T22:45:21","slug":"2001-odissea-nello-spazio-1968-di-stanley-kubrick","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/2016\/05\/03\/2001-odissea-nello-spazio-1968-di-stanley-kubrick\/","title":{"rendered":"2001: Odissea nello Spazio (1968) di Stanley Kubrick"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-66 alignleft\" src=\"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/2001-210x300.jpg\" alt=\"2001\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/2001-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/2001-105x150.jpg 105w, https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/2001.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/>All&#8217;inizio del tempo, sulla Terra primordiale, un grande monolito, parallelepipedo perfetto levigato e nero come la grafite, appare ad alcuni scimmieschi antenati dell&#8217;uomo, sconfitti nella lotta per il possesso di una pozza d&#8217;acqua da un branco pi\u00f9 numeroso e aggressivo di loro simili. Il contatto non ha effetti visibili, eppure qualcosa \u00e8 avvenuto: il primo barlume di pensiero si \u00e8 acceso nel leader del gruppo, che scopre in un robusto osso l&#8217;utensile, e al tempo stesso l&#8217;arma, che gli consentir\u00e0 di dominare il mondo che lo circonda.<br \/>\nMillenni dopo, un identico monolito viene alla luce nel cratere di Tycho, durante gli scavi che gli uomini, ormai conquistato lo spazio, stanno conducendo sulla Luna. Per scoprire a chi \u00e8 destinato il segnale che l&#8217;incomprensibile oggetto ha improvvisamente emesso in direzione di Giove, parte la Discovery, con a bordo gli astronauti David Bowman (Dullea) e Frank Poole (Lockwood) oltre a tre scienziati in animazione sospesa. Ma quando, dopo diciotto mesi di viaggio, l&#8217;astronave raggiunge il pianeta, soltanto Bowman \u00e8 sopravvissuto all&#8217;attacco di Hal 9000, il super calcolatore a cui \u00e8 affidato ogni controllo, che \u00e8 andato in avaria ed ha cercato di eliminare l&#8217;intero equipaggio.<br \/>\nDisattivato il computer assassino, Bowman rimane solo di fronte all&#8217;universo ed all&#8217;inconoscibile presenza che lo attende sul pianeta gigante. Il film di Kubrick rappresenta una svolta epocale per il cinema di fantascienza e forse non solo per quello.<\/p>\n<p>Mai prima era stato tanto potentemente evocato l&#8217;ignoto che attende l&#8217;uomo oltre gli ormai pi\u00f9 o meno disvelati &#8220;vicini&#8221; planetari del sistema interno, a cominciare dai successivi e misteriosi giganti gassosi posti subito al di l\u00e0 del confine della cintura degli asteroidi. Mai prima l&#8217;uomo era stato cos\u00ec esplicitamente riconosciuto vero protagonista, e posto con decisione al centro della scena, soggetto ed oggetto al tempo stesso di una filosofica e quasi metafisica ricerca del significato della vita, e del suo posto e del suo ruolo in un universo largamente incomprensibile nella sua infinit\u00e0.<br \/>\nIn lunga (cinque anni di lavorazione) e tormentata osmosi creativa con il famoso Arthur C. Clarke (che contemporaneamente rielaborava i suoi racconti ispiratori &#8220;La sentinella&#8221;, &#8220;Encounter in the Dawn&#8221; e &#8220;Guardian Angel&#8221;), Kubrick realizza un&#8217;opera unica ed irripetibile, che si colloca subito e per sempre tra i capolavori immortali del cinema. Senza paragoni ancora oggi gli effetti speciali, realizzati con perfezione maniacale ancor pi\u00f9 stupefacente se si considera che sono stati realizzati in anni nei quali la tecnologia della manipolazione delle immagini era ancora assai rudimentale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-67 alignright\" src=\"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/2001-A-Space-Odyssey-1-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" \/>Originalissimo nella scelta delle musiche, il film \u00e8 anzitutto geniale ed innovativo nelle tematiche, tra le quali gi\u00e0 individua, con moderna visione anticipatoria, il problematico rapporto con l&#8217;intelligenza artificiale. Scientificamente corretto, minuzioso e plausibile sino al pi\u00f9 piccolo particolare di vita quotidiana nello spazio, visivamente elegante in ogni momento e con alcune sequenze davvero indimenticabili, 2001 rimane uno spettacolo affascinante e suggestivo, ed uno dei pi\u00f9 grandi film di tutti i tempi. Tra le curiosit\u00e0 che fecero molto discutere ci sono il finale emblematico, sulla cui pi\u00f9 corretta interpretazione si \u00e8 scritto di tutto, l&#8217;inquietante presenza del calcolatore robotico HAL 9000 (alcuni fanno derivare il nome dalle iniziali del colosso informatico IBM tutte anticipate di una lettera, altri invece dai due metodi di comunicazione Heuristico &#8211; ALgoritmico), la cui &#8220;pazzia&#8221; \u00e8 in definitiva provocata dall&#8217;uomo che trasferisce le sue ambiguit\u00e0 in un sistema logico binario incapace di razionalizzarle, e la completa assenza di figure femminili significative. Nel 1984 Peter Hyams ha realizzato il modesto sequel 2010, l&#8217;anno del contatto.<\/p>\n<p>tratto da<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-65\" src=\"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/fantafilm.gif\" alt=\"fantafilm\" width=\"118\" height=\"25\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio del tempo, sulla Terra primordiale, un grande monolito, parallelepipedo perfetto levigato e nero come la grafite, appare ad alcuni scimmieschi antenati dell&#8217;uomo, sconfitti nella lotta per il possesso di una pozza d&#8217;acqua da un branco pi\u00f9 numeroso e aggressivo di loro simili. Il contatto non ha effetti visibili, eppure\u2026<\/p>\n<p> <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/2016\/05\/03\/2001-odissea-nello-spazio-1968-di-stanley-kubrick\/\"><span>continua<\/span><i class=\"crycon-right-dir\"><\/i><\/a> <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[33,18,35,36,19,37,34],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68,"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64\/revisions\/68"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gianfranco-marchioni.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}